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Enogastronomia in 5 borghi medievali italiani

 2021-12-22

La bellezza dei borghi medievali è un chiaro esempio del fatto che l’epoca definita “buia” non è stata così tanto oscura…

Qui di seguito vi segnaliamo cinque borghi medievali italiani davvero imperdibili, e le rispettive eccellenze culinarie che li contraddistinguono.

1- Cortemilia e la nocciola piemontese

Fin dal medioevo Cortemilia, in provincia di Cuneo, in Piemonte, rappresenta un importante centro commerciale. La cittadina si trova tra la valle di Bormida e la valle di Uzzone e la vicinanza con la Liguria ha favorito lo sviluppo di attività artigianali e agricole.
Questo borgo medievale è dominato da una torre cilindrica e dai ruderi del castello della famiglia Aleramica, arroccati su una collina rocciosa e riparati dal fiume Bormida. Nel cuore delle Langhe, Cortemilia è la capitale della nocciola piemontese. La varietà di questa nocciola, pregiata ed esportata in tutta Europa, ha il marchio I.G.P. (indicazione geografica protetta) ed è da sempre impiegata nella produzione dolciaria.

2- Taggia, il borgo delle olive

Taggia, in provincia di Imperia, in Liguria, nasce da un insediamento militare romano. Durante le invasioni barbariche del VII secolo, la città si sposta nell’entroterra, dove le colline svolgevano la funzione di difese naturali. Quando alcuni monaci benedettini cuneesi decidono di costruire il proprio monastero, l’economia del borgo inizia a fiorire. In questo territorio venne piantata una qualità di oliva che diventerà famosa: l’oliva taggiasca.

3- San Gimignano e zafferano

Il territorio della Valdelsa, in Toscana, ospita la cittadina di San Gimignano, sin dai primi secoli dopo il Mille quando sulla Via Francigena i pellegrini alla volta di Roma si sostituiscono alle ondate barbare. Le fiabesche Tredici torri, simbolo di potenza delle famiglie nobili del borgo, svettano ancora dalle colline. In età comunale il borgo sviluppò l’attività legata alla produzione del vino e dello zafferano, ingrediente principale dei piatti sangimignanesi e riconosciuto come prodotto D.O.P. 

4- Il brodo di giuggiole di Arquà Petrarca

In provincia di Padova sorge l’antico borgo medievale Arquà Petrarca, in Veneto, così chiamato in memoria del poeta Francesco Petrarca che ha vissuto qui gli ultimi anni della sua vita. Arquà si sviluppa in due nuclei su diversi livelli, il borgo di Sopra e quello di Sotto, edificati tra la Rocca di Monselice e Vicenza. Questo borgo ha ottenuto la bandiera arancione del Touring Club italiano per il valore naturalistico e il patrimonio storico. Da secoli ad Arquà viene coltivata la pianta del giuggiolo dai cui frutti si ricava il celebre liquore chiamato “brodo di giuggiole”. A questo liquore si deve l’espressione “andare in brodo di giuggiole” usata per manifestare grande entusiasmo.

5- Altamura e il pane D.O.P.

Altamura, una città dell’alta Murgia, in provincia di Bari, in Puglia, venne fondata dai saraceni sulle macerie del primo insediamento distrutto dai barbari. Le abitazioni intono alla cattedrale di Santa Maria Assunta si svilupparono lungo vicoli ciechi, mentre quelle nate intorno a San Nicolò dei Greci presentano una struttura diversa. Prodotto tipico della cittadina pugliese è il pane che nel 2005 è stato il primo prodotto della categoria panetteria e prodotti da forno in Europa a fregiarsi del marchio D.O.P. Viene prodotto esclusivamente in questa zona e ogni forma può fregiarsi del sigillo di garanzia del consorzio di tutela.

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